Nova Siri: mare, storia e sapori di Lucania

Un Mosaico Lucano tra Storia, Mare e Miti

Un Luogo con Due Anime: Introduzione e Contesto

Nova Siri si presenta come un borgo lucano dal fascino duplice, diviso tra un centro storico, il paese, arroccato a 350 metri sul livello del mare, e una vivace frazione costiera, la marina, che si affaccia sul Golfo di Taranto. Questa scissione geografica, che vede i due nuclei distanti circa 9 km, non è un mero dato topografico, ma il fulcro di un’identità complessa che fonde un passato millenario con un presente dinamico e orientato al turismo. La sua posizione, nel cuore dell’antica regione della Siritide, la pone al centro di un territorio intriso di storia, un crocevia della Magna Grecia che ha visto il passaggio di Enotri, Greci e Romani.

L’evoluzione urbana di Nova Siri, che ha visto la nascita di una florida città balneare negli anni Settanta, rispecchia una crescita demografica e un focus economico che hanno ridefinito il suo carattere. L’amministrazione comunale e le realtà locali hanno abbracciato questa dualità non come una divisione, ma come un’opportunità strategica di valorizzazione. Progetti come “Sentieri del Benessere” hanno l’esplicito obiettivo di “destagionalizzare il turismo”, invitando i visitatori che arrivano per le spiagge ad esplorare anche l’entroterra, con le sue colline, il suo patrimonio storico e naturalistico. Questo approccio trasforma la spinta turistica estiva in un veicolo per un’esperienza culturale più profonda e prolungata, rendendo i due poli – il borgo antico e la marina moderna – complementari in un’unica e affascinante offerta.

L’Anima Antica del Colle: Il Centro Storico di “Bollita”

Un Nome, Mille Storie: Dalle Origini alla Riconquista Identitaria

La storia di Nova Siri è inestricabilmente legata al suo nome, un tempo “Bollita”, un’identità che rimanda alle sue radici più antiche e rurali. L’etimologia di questo nome è un affascinante punto di ambiguità storica. Alcuni ritengono che derivi dal latino

boletum, richiamando la forma ovoidale della collina che ricorda il cappello di un fungo porcino, un legame con la terra e la sua generosità. Altri propendono per un’origine idrogeologica, riconducibile alle “polle d’acqua sorgive” che “bollono” nel territorio, come nel caso delle celebri Vasche di Sant’Alessio. Questa duplice origine riflette la profonda connessione del borgo con le sue caratteristiche naturali uniche.

Tuttavia, nel 1872, in un atto che dimostra una profonda consapevolezza civica e una visione per il futuro, il consiglio comunale decise di abbandonare il nome “Bollita” in favore di “Nova Siri”. Fu una scelta deliberata per onorare l’antica città greca di Siris, la cui fondazione nel territorio era attestata da Strabone. Questo atto va oltre la mera curiosità storica; rappresenta una vera e propria rinegoziazione dell’identità. La comunità ha scelto di ancorare il proprio nome e la propria immagine non a un passato rurale o a un fenomeno naturale, ma a un’eredità storica di grande prestigio intellettuale e politico. Questa riappropriazione del passato greco è diventata una tendenza in molti borghi lucani e un elemento fondamentale per attirare un turismo culturale, dimostrando come l’identità di un luogo possa essere un atto di creazione e non solo di eredità.

Echi di un Passato Feudale e Letterario

Nel cuore del borgo, svetta il Castello di Diego Sandoval de Castro, un imponente maniero di origine medievale (XII secolo) che fu la dimora della potente famiglia feudale De Castro. La sua storia è indissolubilmente legata alla tragica leggenda di Isabella Morra, poetessa del XVI secolo, che si presume sia stata uccisa dai suoi stessi fratelli a causa di una relazione amorosa con il barone spagnolo Diego Sandoval de Castro. Oggi, il castello è adibito ad abitazioni private, un fatto che, pur preservando la struttura in un contesto vivo e abitato, ne ha compromesso l’aspetto originario e ha limitato l’accesso pubblico. Le vie circostanti, inaccessibili in auto, rimandano a un’epoca in cui si viaggiava a dorso di mulo, offrendo un’esperienza immersiva a chi si avventura a piedi. Nonostante la sua attuale condizione di residenza privata, la sua posizione e la sua storia rimangono un punto di riferimento per gli appassionati di storia e architettura.

Architettura e Spiritualità nel Rione Porticella

Il Rione Porticella, l’antico nucleo abitato a ridosso del castello, è un dedalo di vicoli e stradine caratterizzate dalle “lamie,” archi intrecciati con volta a crociera che offrono un suggestivo panorama architettonico. La spiritualità del borgo è incarnata dalla Chiesa Madre di Santa Maria Assunta, l’edificio di culto più importante della comunità. La sua facciata in stile barocco e il campanile, ricostruito dopo il crollo avvenuto a causa del terremoto del 1857, testimoniano la resilienza del paese e la sua capacità di rinascere dalle avversità. All’interno, l’edificio si distingue per le sue tre navate, un coro in legno del 1775, e una pregevole tela attribuita all’Oliva, che raccontano secoli di fede e maestria artigianale. Numerosi palazzi signorili, come Palazzo Settembrini, Palazzo Orioli e Palazzo Costa, completano il quadro urbano, narrando la storia delle famiglie nobili del luogo e l’evoluzione sociale del borgo.

Tesori Nascosti: Archeologia e Natura

Il territorio di Nova Siri è costellato di testimonianze romane che si fondono con la natura circostante. Le Vasche di Sant’Alessio sono un’eccezionale prova dell’ingegneria idraulica romana, parte di un antico acquedotto. Le sei vasche si riempiono grazie a un ingegnoso sistema di sifoni, e la loro acqua, ricca di minerali, era usata in passato dalle massaie per lavare i panni e, secondo la credenza popolare, per curare i malanni. Ancora oggi, una leggenda narra di un monaco e una monaca le cui anime fanno “bollire” l’acqua, un racconto che unisce storia, fede e scienza in un unicum affascinante.

Altri siti archeologici rilevanti includono i ruderi della Villa Imperiale del “Cigno dei Vagni” e le terme romane adiacenti. Sebbene gran parte della loro ricchezza architettonica sia andata perduta, restano tracce di pavimenti a mosaico e di rivestimenti in marmo che suggeriscono lo sfarzo di un tempo. La bellezza naturale si rivela nella Cascata della Zagaria, un piccolo salto d’acqua che scorre tra le rocce ai piedi del borgo, facilmente raggiungibile attraverso un breve sentiero che parte dal Rione Porticella.

Siti Storici e Archeologici di Nova Siri

Castello di Diego Sandoval de Castro; (XI-XII sec.); Antica fortezza e residenza feudale, oggi abitazione privata. Legato alla leggenda di Isabella Morra.

Rione Porticella; Epoca Medievale; Nucleo più antico del borgo, caratterizzato dai vicoli stretti e dalle tipiche “lamie” (archi con volta a crociera).

Chiesa Madre di Santa Maria Assunta; Epoca Medievale-Barocco; Principale edificio religioso con facciata barocca e campanile ricostruito. Contiene un coro ligneo e tele artistiche.

Vasche di Sant’Alessio; Epoca Romana; Parte di un antico acquedotto. Sei vasche che si riempiono con acqua sorgiva. Considerate un prodigio ingegneristico e un luogo di leggende.

Villa Imperiale del “Cigno dei Vagni”; Epoca Romana (II-II sec. d.C.); Antica villa e complesso termale. Sebbene siano visibili solo ruderi, restano tracce di pavimenti a mosaico che testimoniano il suo sfarzo.

Torre Bollita; Epoca Aragonese (XVI sec.); Antico avamposto militare e torre di avvistamento, oggi di proprietà privata. Il nome è legato al nome storico del paese.

Il Litorale Vibrante: La Marina e l’Arte

La Costa Accogliente e le Sue Bellezze Naturali

Nova Siri Marina è il polo turistico che anima la vita estiva del comune. La sua costa, insignita della Bandiera Blu dal 2018, è caratterizzata da ampie spiagge sabbiose e acque limpide, che la rendono una meta ideale per le vacanze balneari. L’habitat costiero si distingue per un prezioso ecosistema di dune naturali e flora tipica, come i gigli di mare, che creano un quadro naturale unico nel suo genere. La Marina è un esempio di turismo “inclusivo” e senza barriere, con lidi attrezzati che offrono servizi e sedie anfibie per garantire a tutti l’accesso al mare, dimostrando che “il mare appartiene a tutti”.

Arte Pubblica e la Narrativa Urbana

Il lungomare di Nova Siri è impreziosito da opere d’arte che ne definiscono l’identità contemporanea. Tra queste, spicca la scultura “La Barca Capovolta” del pittore e scenografo Gaetano Di Matteo, un’opera donata al Comune negli anni Novanta. Un altro elemento distintivo sono le panchine artistiche, decorate dagli studenti del Liceo Artistico locale, che trasformano la passeggiata in una galleria d’arte a cielo aperto.18 Questo progetto, che ha coinvolto i giovani in un’iniziativa di alternanza scuola-lavoro, dimostra un lodevole sforzo per infondere creatività e identità nel paesaggio urbano.

Tuttavia, l’attenzione al patrimonio artistico pubblico si manifesta in modo contraddittorio. Se da un lato si promuovono nuove espressioni artistiche, come le panchine dipinte, dall’altro vi è un’assenza di cura per le opere preesistenti. La stessa “Barca Capovolta” è stata a lungo segnalata come abbandonata e in stato di degrado.25 La sua base, che doveva ospitare giochi d’acqua e di luce, è diventata un “ricettacolo di carte”.25 Questa negligenza ha suscitato l’indignazione dell’artista stesso e di osservatori esterni, che hanno lamentato la mancanza di attenzione verso un’opera d’arte già esistente, citando il proverbio latino “nemo propheta in patria” (nessuno è profeta in patria). Questo contrasto tra l’entusiasmo per il nuovo e l’abbandono del già acquisito rivela una sfida più ampia nella gestione del patrimonio culturale, un problema che va oltre la semplice manutenzione.

Tra Sapori e Saperi: La Gastronomia e il Vino

La Cucina della Tradizione Contadina

La gastronomia di Nova Siri affonda le sue radici nella semplice e genuina tradizione contadina lucana, una cucina che celebra i prodotti della terra e le specialità locali. I piatti sono un inno ai sapori autentici e alla tradizione familiare. Tra le specialità imperdibili spiccano i

frizzuli ca’ mllic (fusilli con mollica di pane raffermo, insaporiti con olio e i peperoni cruschi) e gli rasckatell, altri formati di pasta fresca.1 Il peperone crusco, essiccato e fritto in olio, è un ingrediente onnipresente e distintivo della cucina lucana, noto per la sua croccantezza e il suo sapore inconfondibile.1 La tradizione culinaria si esprime anche in piatti robusti come

U’ falagon, un calzone ripieno, o i dolci tipici come il pastizzott, un prodotto tradizionale natalizio con ripieno di ceci o mandorle, che ha ottenuto il riconoscimento di Prodotto Agroalimentare Tipico (PAT).

I Sapori Tipici di Nova Siri

Nome del Piatto / Tipo / Ingredienti Chiave

Frizzuli ca’ mllic / Primo piatto / Pasta fresca (fusilli), mollica di pane raffermo, olio, peperoni cruschi.

Rasckatell / Primo piatto / Pasta fresca tradizionale.

U’ falagon / Piatto unico / Pasticcio-Calzone ripieno.

U pastizzott / Dolce / Dolce natalizio con ripieno di ceci o mandorle, aromatizzato agli agrumi.

I ghiommarell / Secondo piatto / Involtino di interiora d’agnello.

I p’pun ca past / Primo piatto / Pasta fritta con peperoni cruschi.

Peperoni cruschi / Contorno / Snack / Peperoni essiccati e fritti, base di molte ricette.

Dai Vigneti alla Cantina: Il Vino come Racconto

L’agricoltura e la viticoltura sono pilastri dell’economia locale, una vocazione che risale alla storia della Magna Grecia. La presenza di importanti cantine, come la Cantina dei Siriti e l’Azienda Agricola Vitivinicola Battifarano, testimonia la qualità della produzione vinicola del territorio. Queste aziende producono vini di alta qualità utilizzando vitigni autoctoni come l’Aglianico, il Primitivo e il Greco Bianco, che prosperano sui terreni argillosi e limosi rivolti verso il mare.

La filosofia produttiva di queste cantine non si limita alla mera agricoltura; si tratta di un progetto culturale che utilizza il vino come mezzo per narrare la storia del territorio. I nomi stessi dei vini sono espliciti richiami storici e mitologici. L’Azienda Battifarano, ad esempio, produce vini come “Torre Bollita”, in onore dell’omonima torre aragonese del Cinquecento che si erge sulla loro proprietà, e “Akratos Rosso”, un richiamo alla pratica degli antichi Greci e degli Enotri di bere il vino puro. Allo stesso modo, la Cantina dei Siriti produce un vino chiamato “Ellenikon”, che onora le origini greche del vitigno Aglianico, e un altro “Re Italo”, che prende il nome dal leggendario re dell’Enotria. Questa scelta lessicale e concettuale trasforma la degustazione in un’esperienza multisensoriale e storica, dimostrando come il settore economico possa diventare un veicolo per la conservazione e la valorizzazione del patrimonio immateriale e dell’identità locale.

Le Eccellenze Vitivinicole del Territorio

Vini di Punta / Vitigni Utilizzati / Note Culturali/Storiche

  • Ellenikon, Rosa dei Siriti / Aglianico / Il nome del vino “Ellenikon” onora le origini greche del vitigno. Il logo aziendale riproduce Taras, figura mitologica greca.
  • Re Italo, Laureato / Primitivo / “Re Italo” prende il nome dal mitologico re dell’Enotria.
  • Siri Greco / Greco Bianco / Prodotto da un vitigno DOC autoctono, con note fruttate e di vaniglia.
  • Azienda Battifarano / Torre Bollita, Akratos Rosso / Cabernet Sauvignon, Primitivo, Merlot-I nomi dei vini sono espliciti richiami alla storia locale: “Torre Bollita” all’omonima torre aragonese e “Akratos” alla tradizione greca del vino puro.
  • Le Paglie / Greco / Un vino che celebra la bonifica del territorio che ha riportato i terreni agli antichi fasti.36
  • Toccacielo Bianco / Chardonnay, Fiano / Il nome si riferisce al torrente che attraversa i vigneti della tenuta. 

I Ritmi della Comunità: Feste e Tradizioni

La Notte dei Briganti: Una Rievocazione che Afferma un’Identità

La “Notte dei Briganti” è uno degli eventi estivi più attesi e iconici del comune. Si tratta di una rievocazione storica en plein air che si svolge nel centro storico, con attori che mettono in scena la vita quotidiana e gli scontri tra briganti e contadini della fine del XIX secolo. La manifestazione include musica, cibo e cultura, trasformando il borgo in una macchina del tempo, con percorsi enogastronomici e spettacoli musicali che accompagnano il racconto.

Questa manifestazione non è una semplice rappresentazione del passato, ma una reinterpretazione profonda di un capitolo storico complesso. Il brigantaggio, un fenomeno spesso visto come una piaga sociale, viene qui celebrato come una forma di resistenza popolare contro le ingiustizie del periodo post-unitario. La comunità ha scelto di elaborare la violenza storica e di trasformarla in un simbolo di orgoglio e identità resiliente. La “Notte dei Briganti” non è solo intrattenimento, ma un rito collettivo che consolida il legame della comunità con la propria storia e il proprio territorio, rendendo onore a una lotta per la dignità.

Fede e Devozione Popolare

Le feste religiose scandiscono il calendario di Nova Siri, riflettendo la profonda spiritualità della comunità. Tra le più importanti si annoverano la Festa Patronale di San Giuseppe (19 marzo) nel centro storico, la Festa della Madonna della Sulla (seconda domenica di maggio) e la Festa di Sant’Antonio da Padova (13 giugno) nella Marina. Questi appuntamenti non sono semplici cerimonie, ma momenti di forte aggregazione che uniscono i residenti e rinsaldano il senso di appartenenza.

 Un Mosaico Lucano

Nova Siri non è semplicemente una destinazione di mare o un borgo storico, ma un’entità complessa e affascinante, un vero e proprio mosaico lucano. Il suo fascino risiede nell’interconnessione di elementi apparentemente disparati: i ruderi di una villa romana si fondono con la modernità di un’agricoltura d’avanguardia; un’antica leggenda di monaci convive con una celebrazione del brigantaggio; e il nome di un vino racconta una storia millenaria.

La comunità di Nova Siri dimostra una profonda consapevolezza di questo patrimonio, lavorando per renderlo accessibile e vivo. Tuttavia, l’analisi del suo tessuto artistico e culturale rivela anche delle sfide, come il contrasto tra l’entusiasmo per le nuove iniziative e la cura per il patrimonio esistente.

In ultima analisi, Nova Siri offre un’esperienza che va oltre la semplice visita turistica. È un viaggio che inizia sulla costa sabbiosa e si addentra, passo dopo passo, nel cuore di una storia millenaria e di una cultura viva, autentica e in continua evoluzione, lasciando nel cuore di ogni visitatore un’autentica e duratura impressione.

 

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